E’ all’ossidazione delle Ldt (lipoproteine a bassa densità) che viene riconosciuta un’importante azione nell’instaurarsi dell’aterosclerosi (alterazione della parete delle arterie) ove i lipidi giocano un ruolo fondamentale nella formazione della placca fibrosa. E’ nei bambini e negli adolescenti che alti livelli di colesterolo totale e, soprattutto,di Ldt (ricordiamo che nel sangue il colesterolo è presente anche nella forma ‘buona’ o Hdl o lipoproteine a bassa densità) vengono associati alle lesioni più precoci di aterosclerosi.

Più questi livelli sono elevati, più è estesa la formazione delle cosiddette ‘strie lipidiche’, che altro non sono che precursori di quella placca fibrosa che è classica nell’evoluzione dell’aterosclerosi.

Una delle piante maggiormente studiate dai ricercatori, per combattere elevati livelli di colesterolo e la formazione della placca aterosclerotica, è l’aglio. Pianta erbacea bulbosa, originaria dell’Asia, di cui esistono diverse varietà, l’aglio (Allium sativum; fam. Lilacee), che tra le sue numerose virtù medicinali vanta di essere antiossidante e antiaggregante, sembra dunque avere anche un’azione antiplacca. La rivista Atherosclerosis ha in tempi recenti riportato uno studio, effettuato su 152 persone (105 uomini e 47 donne, fascia di età compresa tra i 40 e gli 80 anni) che presentavano placche aterosclerotiche a livello della carotide o delle arterie femorali, e tutte con almeno un fattore di rischio cardiovascolare (fumo, diabete mellito, ipertensione, ipercolesterolemia).

Tale studio ha dimostrato non solo, come era già noto, l’attività di prevenzione dell’aglio, ma anche gli effetti curativi sulla placca aterosclerotica che si riduce nel volume del 2,6 per cento. Le persone coinvolte nello studio sono state suddivise in due gruppi: uno ha assunto per 48 mesi 900 mg (3 confetti) al giorno di aglio in polvere, l’altro solo placebo. Nei soggetti trattati con l’aglio il volume della placca sie è ridotto, mentre in quelli trattati con placebo si è avuto un aumento del 45,6 per cento, nel corso dei 48 mesi, della placca.

Quanto alle capacità di diminuire, da parte della polvere d’aglio, i livelli di colesterolo presenti nel sangue, i risultati sono discordanti ed alcuni studi pubblicati di recente su autorevoli riviste scientifiche, smentiscono tale azione.
L’aglio, si possono adoperare i bulbi essiccati (2-4 grammi due volte al dì) e la tintura, può essere usato (l’estratto) per la prevenzione dell’aterosclerosi e dei disturbi cardiovascolari.
Un’annotazione va fatta per le controindicazioni e gli effetti avversi. Si ricorda la possibile interferenza dell’aglio con farmaci ad azione anticoagulante sanguigna e antiaggregante delle piastrine.

Inoltre l’aglio fresco può provocare dermatiti da contatto e crisi asmatiche (anche per ripetute esposizioni ed inalazioni di polvere d’aglio). Infine, non andrebbe somministrato nè in gravidanza, nè in allattamento.

Roberto Suozzi
[da la REPUBBLICA – inserto SALUTE del 04/11/1999]