E’ riprodotto, qui di seguito, il testo della lettera da me inviata al quotidiano La Repubblica e apparsa sull’inserto Salute, lettera che riassume in maniera necessariamente succinta le mie traversie, le mie esperienze e, soprattutto, le mie riflessioni in tema di farmaci. Un invito a riflettere che rivolgo a tutti …..
Gianni

TROPPI FARMACI, MEGLIO LA NATURA

‘SALUTE’ ha dato notizia della spesa farmaceutica che per l’anno 2000 è stata di circa ventimila miliardi. Sono stato da sempre farmaco-dipendente per varie patologie. Dal dicembre 1985 (49 anni di età), però, dopo un coma da ictus con emorragia cerebrale, 50 giorni di ospedale ed il rientro a casa in condizioni debilitate, ho smesso di usare farmaci. Curandomi con l’aglio ho riacquistato le forze e ho avuto una ripresa eccellente.

Sono sempre più convinto che l’uso indiscriminato di medicinali, che di solito curano il sintomo e non la causa, a distanza di tempo procura altre patologie che richiedono altri farmaci dando vita, così, ad una catena difficile da spezzare.

Ritengo che, laddove possibile, bisognerebbe dare più spazio alla medicina naturale che esiste da migliaia di anni, non è invasiva, non ha controindicazioni e per di più è a costo zero per la comunità. Ma forse è proprio questo il suo limite.

Giovanni Canta, Napoli

[da La REPUBBLICA – inserto SALUTE del 1° febbraio 2001]