L’analisi di piante medicinali si sta attualmente orientando allo studio dei metaboliti secondari che si affiancano ai metaboliti primari, quali carboidrati, amminoacidi, nucleotidi ed anche a composti come vitamine o sali già ampiamente studiati nel passato. I metaboliti secondari sono molecole così chiamate non perchè hanno un’importanza secondaria negli organismi viventi, ma perchè non sono coinvolte nelle vie metaboliche primarie.

Quando questi composti sono dotati di attività biologica e farmacologica vengano chiamati nutraceutici. Tali composti sono responsabili della bioattività esibita dalla pianta, per questi motivi sono i cosiddetti “principi attivi”, ed una conoscenza migliore della oro struttura chimica e della loro attività biologica può migliorare ed anche aumentare l’utilizzazione delle piante alimentari in alternativa all’uso di farmaci.

L’aglio e le piante appartenenti alla stessa famiglia, cipolla, porro, scalogno, sono tra i più antichi rimedi conosciuti ed utilizzati a causa delle numerose attività descritte dalla medicina popolare, tra cui proprietà vermifuga, antibatterica, antifungina, antitrombotica, antiasmatica ed anticancro. Inoltre, prodotti commerciali derivanti da queste piante sono ampiamente utilizzati come rimedi fitoterapici in molte parti del mondo. Studi epidemiologici hanno mostrato che tra le persone che consumano aglio vi è una minore incidenza di cancro. Per tale motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente individuato aglio e cipolla come primi candidati in un programma per lo sviluppo di alimenti che possono aiutare nella prevenzione del cancro.

Finora sono stati ampiamente studiati solo i composti volatili di tali alimenti, quelli responsabili dell’odore pungente e della difficile digeribilità dell’aglio, mentre poco si conosce sulle molecole polari che sono di enorme interesse perchè non presentano il caratteristico aroma agliaceo ed inoltre sono stabili alla cottura dell’alimento. Per tutti questi motivi, da qualche anno abbiamo intrapreso lo studio sistematico di specie di aglio comunemente usate nell’alimentazione allo scopo di individuare i principi attivi in esse presenti. Sui composti purificati è stato poi effettuato uno screening farmacologico.
Ci siamo principalmente interessati a due tipi di attività farmacologica attualmente di primario interesse medico: l’attività antiossidante e l’attività antitumorale.

Per quanto riguarda la prima attività, è certamente un argomento questo molto attuale in quanto scoperte recenti hanno correlato l’invecchiamento cellulare e l’insorgere di malattie arteriosclerosi alla presenza di radicali liberi e ad una dieta ricca di colesterolo e in generale di grassi. Per combattere queste patologie si è visto che sono di enorme aiuto alimenti in grado di catturare radicali liberi e di evitare il deposito di placche di colesterolo nel sangue.

Entrambi questi fenomeni sono di ossidazione e quindi è necessario inserire nell’alimentazione cibi contenenti sostanze antiossidanti naturali. In generale le verdure sono più o meno ricche di questi composti ed anche il vino rosso o i pomodori, tutti prodotti tipici di una dieta mediterranea. Le nostre analisi su aglio, porro, cipolla e scalogno hanno evidenziato in tutti questi alimenti un buon contenuto di flavoni, che sono antiossidanti naturali. In particolare la cipolla e lo scalogno sono molto ricchi di tali composti, circa 900-1000 mg del flavone quercetina e dei suoi derivati in 1 Kg di pianta fresca.

Il consumo di questi alimenti fa immediatamente innalzare il livello di antiossidanti nel plasma e quindi efficacemente combatte fenomeni di invecchiamento cellulare, esplicando un’azione antitrombotica e quindi prevenendo l’insorgere dell’arteriosclerosi.
Per quando riguarda poi l’attività anticancro ci siamo interessati di porro e scalogno che sono sicuramente preferibili rispetto ad aglio e cipolla in quanto hanno un’aroma meno pungente, un sapore più dolce e quindi risultano più facilmente digeribili. Inoltre, sono abitualmente consumati non come spezie ma come ingredienti di ricette e quindi se ne riesce a mangiare una quantità più elevata.

Sia nel porro e sia nello scalogno abbiamo isolato ed identificato nuovi composti di natura steroidica, chiamati sapogenine, presenti sia da soli e sia legati a zuccheri, chiamati in tal caso saponine. La struttura di questi composti dallo scheletro abbastanza complesso è stata determinata sulla base di informazioni ottenute dalla Risonanza Magnetica Nucleare, tecnica usata in campo medico per la diagnosi di tumori. Test farmacologici isolati hanno mostrato che essi sono attivi nel ridurre la proliferazione cellulare di forme tumorali di melanoma, leucemia e fibrosarcoma. I saggi sono stati effettuati in vitro su cellule cresciute in laboratorio su opportuni mezzi di coltura.

Lo stadio successivo sarà quello di effettuare tali test in vivo e di capire il loro meccanismo di azione. In definitiva gli effetti biologici e farmacologici dell’aglio sono dovuti alle molecole organiche in esso presenti. L’aglio fresco è più attivo ma la cottura non degrada le molecole polari su cui noi abbiamo lavorato che comunque sono importanti perchè presentano attività antitrombotica ed antiproliferativa di cellule tumorali.
Per tali motivi auspico un’alimentazione sana che vada un uso sempre maggiore di aglio e cipolla nell’alimentazione e che includa il porro e lo scalogno che sono più dolci e più digeribili.

Prof. Virginia Lanzotti
(Professore di Chimica Organica, Università del Molise)

[da  QUI SALUTE  n. 6   – maggio 2002]