E’ riprodotta, qui di seguito, la lettera da me inviata al quotidiano La Repubblica e pubblicata sull’inserto Salute, lettera con la quale ho inteso richiamare l’attenzione del Ministro della Salute sulla opportunità di dare maggior spazio alla medicina alternativa.
(Gianni)


Più spazio alla medicina alternativa

Accettiamo con rassegnazione il decesso di un parente, di un conoscente, di un amico senza domandarci cosa sarebbe successo se fosse stato curato con la medicina alternativa. Sono tantissime, infatti, le persone che hanno scelto di curarsi con la medicina alternativa, senza che da questa loro scelta venga alcun tipo di problema e anzi godendo di ottima salute.

Ho 68 anni e sono stato da sempre farmaco dipendente per varie patologie. Dal gennaio 1986, dopo un coma da ictus con emorragia cerebrale e 50 giorni di ospedale, ho abbandonato la medicina allopatica (che aveva sentenziato pochi anni di vita se non mi fossi operato) e, curandomi con l’aglio, mi ritrovo in perfetta salute.

Ho assistito impotente alla morte della mia consorte, avvenuta il 5 luglio 1993, che un improvviso tumore, curato con la chemioterapia, ha stroncato in 40 giorni.
La mia riflessione è questa. I mezzi d’informazione ci forniscono notizie di virus che sono la causa di infiammazioni delle prime vie respiratorie, di influenze ed anche di vari tipi di tumori, di aids e di altre gravi patologie. Nello stesso tempo, però, ci segnalano anche le conferme, che vengono sempre da autorevoli fonti scientifiche, sulle virtù terapeutiche dell’aglio: è un potente antibiotico naturale, è antivirale, è antitumorale e si ipotizza che potrebbe perfino debellare l’aids. La ricerca scientifica è invece rivolta unicamente alla creazione di nuovi farmaci ignorando totalmente le guarigioni avvenute con le cure alternative che a volte sono a costo zero.

Sarebbe perciò auspicabile che il ministero della Salute considerasse anche le storie di quei pazienti che, insoddisfatti delle cure con la medicina allopatica, sono passati alle cure di altre medicine e ciò al fine di creare presso gli ospedali reparti per i malati da curare senza farmaci allopatici, il cui abuso è spesso causa di altre patologie.
Giovanni Canta, Napoli


Il commento del direttore

Noi siamo molto attenti alle cure non convenzionali, o alternative. Tuttavia la cautela è d’obbligo. Sempre.

Conosciamo le virtù dell’aglio, ma non è una panacea. Né vanno demonizzati i farmaci allopatici che spesso – non sempre – curano e bene i malati.

Comunque lei ha ragione nel chiedere una maggiore attenzione verso le “altre” medicine che oggi neppure sono riconosciute nei corsi di aggiornamento professionale per i medici.

[da La REPUBBLICA – inserto SALUTE del 12 febbraio 2004]