L’ ANMFIT (Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti) diffonde volentieri il COMUNICATO STAMPA dell’ Azienda USL 11 di Empoli con il quale si esprime apprezzamento per le considerazioni del Ministro Sirchia sulle medicine alternative in Ospedale. Presso l’ Ospedale di Empoli è già attiva infatti una vivace collaborazione applicativa ed a scopo di ricerca, tra il Centro di Medicina Naturale ed il Dipartimento di Oncologia. Questo ha permesso nel luglio scorso anche l’apertura di un servizio ospedaliero, ambulatoriale e territoriale di fitoterapia ed agopuntura in campo oncologico.

Erbe e tumori, no al ‘fai da te’

di Fabio Firenzuoli

La letteratura scientifica dimostra che i pazienti affetti da una patologia tumorale fanno particolare uso di terapie alternative e complementari soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in Europa. E questo vale anche in ambito pediatrico, con una crescita progressiva negli ultimi anni. Questi pazienti ricorrono più frequentemente alle erbe medicinali, ma anche a forme di meditazione, di nutrizione terapeutica, di medicina cinese, omeopatia, ecc. Negli Stati Uniti più del 50 % dei pazienti avverte il proprio medico o l’oncologo.

Frequentemente i pazienti oncologici si rivolgono all’uso delle erbe medicinali come forma di automedicazione ed in particolare a preparazioni tipiche della medicina popolare prive di verifiche scientifiche o dei requisiti minimi di qualità e sicurezza. Spesso ad esempio vengono utilizzate preparazioni domestiche di piante come il frullato di aloe mischiato a grappa e miele, oppure miscele di numerose erbe cinesi o particolari formule che hanno visto anche incredibili fortune commerciali, ma tutte pur sempre prive di adeguate verifiche scientifiche.

Bisogna tuttavia ricordare che, seppur terapie naturali, si tratta sempre di terapie, da condurre e programmare con criterio proprio perché in pazienti gravi e delicati. Inoltre poi le erbe utilizzate devono sempre essere selezionate e depurate, controllate qualitativamente perché non dimentichiamo che anche in natura esistono sostanze addirittura cancerogene, come gli stessi alcaloidi pirrolizidinici!

Fortunatamente a disposizione della comunità scientifica esistono già lavori e ricerche cliniche, anche molto interessanti, condotte con molti estratti di piante, come ad esempio l’ Aglio (Allium sativum) nel carcinoma della vescica, cancro gastrico e intestinale, l’Aloe vera gel (Aloe vera) in vari tipi di tumore, la Boswellia (Boswellia serrata) in alcune forme di tumori cerebrali, la Genisteina (isoflavoni di soia) nel tumore prostatico, la Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) nella prevenzione dell’ epatocarcinoma, il Ginseng (Panax ginseng) come immunostimolante nella prevenzione di numerosi tumori, il Tè verde (Camellia sinensis) nella riduzione della diffusione delle metastasi, ed il Vischio (Viscum album) nella terapia complementare delle sindromi metastatiche.

I medici di famiglia e gli oncologi dovrebbero pertanto avere se non altro conoscenze di base circa le varie problematiche poste dalle erbe medicinali (interazioni farmacologiche, effetti collaterali, adulterazioni, ecc.), oltre ovviamente informazioni circa le eventuali opportunità terapeutiche. Inoltre il paziente affetto da tumore ed i suoi familiari diventano spesso preda della ansia o della disperazione, al punto tale che da affidarsi a chiunque presenti loro qualcosa in cui credere, con o senza fondamento razionale.

La vigilanza e la conoscenza diventano pertanto un dovere morale e professionale.

Attualmente, presso il Servizio di Fitoterapia del nostro Ospedale, circa il 10% dei pazienti giunge alla nostra osservazione per il “problema cancro”, di questi circa l’ 80% per un tumore pregresso o in atto ed il 20% invece a scopo preventivo. I tumori più frequenti sono quelli della mammella, dello stomaco, del colon e dell’utero, ma anche polmone, cute, fegato, prostata, ecc.

Il fatto nuovo nell’ambito della medicina naturale è dato dalla ricerca scientifica, che ha fatto enormi progressi in questi ultimi anni, ed oggi non si curano più i pazienti con le tisane della nonna o con le erbette raccolte nei campi, come se fossero state predestinate da qualcuno! Anche di numerose piante medicinali oggi conosciamo il meccanismo d’azione (effetto antineoplastico, induzione dell’aopoptosi, inibizione della angiogenesi, inibizione della COX2, effetto agonista/antagonista su recettori ormonali, produzione di citochine, ecc.), così come gli eventuali rischi di interazione con i farmaci di sintesi.

Inoltre importante è il ruolo come terapia complementare nella prevenzione e nella riduzione degli effetti collaterali dei farmaci tipicamente utilizzati, dai chemioterapici alla stessa morfina.

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Dr. FABIO FIRENZUOLI
Dir. Centro di Medicina Naturale – Scuola di Fitoterapia clinica
Centro di Riferimento regionale per la Fitoterapia
Pres. Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti
Ospedale S. Giuseppe – Az. USL 11 – Empoli
via Paladini, 40 – 50053 Empoli
tel. (+ 39) 0571 702451
fax (+ 39) 0571 702639
per appuntamenti tel. 199 741 791 Sito web http://www.naturamedica.net/
E mail: f.firenzuoli@usl11.toscana.it

15 Settembre 2004

[Kataweb Salute – 16/09/2004]