La svolta interessante che sta vivendo la medicina ufficiale, con il ministro Sirchia che ha annunciato la possibilità di apertura di strutture ospedaliere con medici cinesi per la cura delle malattie oncologiche con farmaci a base di erbe e con il Presidente del Consiglio che ha inviato una lettera ai cittadini per invitarli a contenere l’uso di farmaci, fanno diventare attuali le mie lettere pubblicate sull’inserto “Salute” del quotidiano la Repubblica del 01-02-2001, 12-09-2002 e 12-02-2004.

Ora, ancora una volta, con animo profondamente turbato, ho avvertito la necessità di rivolgermi allo stesso quotidiano per richiamare l’attenzione sul poco uso che in Italia vien fatto della medicina alternativa anche in quei casi dove, come sostengono personaggi autorevoli, tali rimedi potrebbero risultare efficaci.

(Gianni)


La medicina ufficiale da sola non basta

Il ministro della salute Sirchia, al rientro dal viaggio nella Repubblica Popolare Cinese, sull’impiego di terapie complementari in campo oncologico ha affermato che “non si tratta di una medicina alternativa, ma di una speranza concreta per molte categorie di malati”.

Il prof. Veronesi, nella trasmissione “Elisir” del 21 novembre scorso ha dichiarato, tra l’altro, che se il tumore è attivato da virus spesso regredisce da solo perché le difese immunitarie dell’individuo hanno debellato il virus.

Considerazioni importanti, queste, che tuttavia la medicina ufficiale continua a non tenere in nessun conto. Infatti, specie nel campo delle gravi malattie virali, queste vengono affrontate solo con terapie di tipo tradizionale senza mai affiancarle con rimedi delle medicine alternative che, fortificando il sistema immunitario, possono contribuire a debellare i virus.

Giovanni Canta, Napoli

[da La REPUBBLICA – inserto SALUTE del 31 marzo 2005]