Leggo con sconcerto che il Comitato Nazionale per la Bioetica definisce l’omeopatia pericolosa e dannosa per i bambini. Questa affermazione è completamente priva di senso della realtà clinica. Nel nostro ambulatorio ospedaliero di omeopatia il 70% dell’afflusso è rappresentato da pazienti in età pediatrica che richiedono il nostro aiuto in seguito al fallimento delle terapie farmacologiche classiche, ed ottengono un considerevole miglioramento del loro stato di salute.

Nel 2003 il dipartimento di pediatria dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli organizzò un Congresso Nazionale con insigni cattedratici ed ospedalieri per valutare l’opportunità di trattare omeopaticamente alcune patologie respiratorie e gastroenteriche. Le conclusioni furono che l’omeopatia è da preferire alla terapia classica nelle infezioni delle alte vie respiratorie e in alcune patologie gastroenteriche in cui la terapia allopatica potrebbe risultare inutile e tossica.

Nella pratica clinica quotidiana vengono alla nostra osservazione tantissimi bambini costretti a fare ogni inverno diversi cicli di antibiotici e cortisonici per tonsilliti, adenoiditi e trecheiti che con la cura omeopatica riequilibrano il loro sistema immunocompetente riducendo drasticamente le recidive. Che l’omeopatia funzioni con i bambini in maniera eccellente lo dimostra anche l’interesse dei pediatri allopatici che spesso ci inviano i casi più disperati.

In conclusione dalla nostra esperienza risulta che in alcune patologie pediatriche l’omeopatia può affiancare la terapia allopatica per risolvere stati cronici di indebolimento immunitario.

Dottor Osvaldo Sponzilli
assistente idoneo di pediatria, dir. ambulatorio
di omeopatia, agopuntura e riflessoterapie
Ospedale San Pietro Fatebenefratelli – Roma

[da La REPUBBLICA – inserto SALUTE del 7 aprile 2005]