Chissà se all’uomo di scienza, oltre che di fede, intelligente e arguto, sarebbe piaciuto vedere i suoi mobili conservati in una chiesa, come volle l’unica sorella sopravvissutagli, Nina Moscati.

Di certo non poteva immaginarselo quando riusciva a fare diagnosi che i baroni delle università, che regolarmente lo scavalcavano nella carriera, fallavano, quando curava una presunta tubercolosi senza neanche vedere il malato, individuando un ascesso all’emitorace, con una terapia d’aglio, antibiotico naturale …….

tratto dall’articolo di Antonella Cilento

[da IL MATTINO del 09 dicembre 2006]