Bulbi di benessere – di Isabella Egidi

La capacità delle Liliacee di stimolare i nostri sensi è dovuta ai principi attivi che vi sono racchiusi.

Allium sativa – Come scrive la guida ufficiale: più lo maneggiate, più esso reagirà. Non stupitevi, è la sua normale risposta allo sfregamento e allo schiacciamento. Inoltre, per le proprietà antisettiche, è conosciuto anche come melassa dei poveri o penicillina russa. Si parla dell’aglio (Allium sativum), bulbo originario dell’Asia, utilizzato da tempo immemorabile come condimento in cucina e come pianta medicamentosa, tanto che già nel primo secolo dopo Cristo, Plinio il Vecchio nella sua Historia Naturalis, ne indica i vari usi terapeutici.

“In oriente”, spiega Gennaro Crispo, responsabile dell’ambulatorio di agopuntura e fitoterapia dello sport all’Asl Napoli 2, “l’aglio era ritenuto un elisir di lunga vita, grazie anche alle sue blande proprietà adattogene, in grado cioè di elevare la soglia dello stress e della fatica. Nell’antico Egitto veniva distribuito agli operai costruttori delle Piramidi per aumentarne il vigore. In occidente è utilizzato per la azione vermifuga, anticolesterolo, anticoagulante e antiipertensiva. Attraverso la fluidificazione del sangue, dilata infatti i vasi sanguigni e contribuisce ad abbassare la pressione”.

Appartenente alle Liliacee, l’aglio è il bulbo di una pianta simile al giglio le cui foglie crescono fino a 50-60 cm. Tutti i tipi di aglio posseggono, più o meno le stesse sostanze aromatiche, responsabili del tipico e intenso odore. In particolare, l’allicina, dotata di un’interessante attività antibatterica: quando uno spicchio viene schiacciato, si ossida, attraverso reazioni chimiche, dando origine a dei solfuri, alcuni dei quali vanno ad agire positivamente contro i radicali liberi. Grazie alla presenza di sostanze quali zolfo, iodio, silicio e vitamine, l’aglio è in grado di rinforzare l’organismo, di depurare il sangue e, secondo recenti studi, di contribuire anche a prevenire i tumori, soprattutto quelli del tratto intestinale.

“Svolge inoltre”, continua Crispo, “un’efficace azione cardioprotettiva perché, come dimostrano alcune ricerche scientifiche, agisce positivamente sull’elasticità dell’aorta. La sua attività antiossidante lo rende adatto anche agli sportivi, nella neutralizzazione dello stress da radicali liberi, da cui gli atleti andrebbero sempre protetti adeguatamente. Anche localmente l’aglio contribuisce a migliorare la nostra salute, in caso di mal di denti uno spicchio pestato nella cavità ha un efficace effetto analgesico, a livello cutaneo è utile applicarlo sulle verruche”.

Dell’aglio comune si utilizza il bulbo, di quelli selvatici anche le foglie (colte prima della fioritura) che contengono le stesse sostanze. L’aglio svolge un’azione antisettica, balsamica ed espettorante a livello dell’apparato respiratorio ed è efficace contro i disturbi dei fumatori cronici. E’ sconsigliato tuttavia a chi soffre di iperacidità gastrica e a chi assume anticoagulanti. Molteplici gli impieghi in cucina: si può utilizzare crudo nelle salse, nei pesti, sulle bruschette.

Nei piatti caldi può dare maggiore spessore a sughi, intingoli, pesce e carni. Per poter sfruttare pienamente le sue proprietà, è consigliabile comunque non cuocerlo troppo, aggiungendolo possibilmente a fine cottura. Una buona conservazione, che spesso supera l’anno, si ottiene deponendo le teste, legate a treccia, in un luogo fresco e ventilato. Prima di usarlo, è buona norma verificare che gli spicchi siano sani e croccanti poiché quelli molli o macchiati sono indigesti e di sapore sgradevole.

Allium cepa – Se, affettando la cipolla, gli occhi iniziano a bruciare, non preoccupatevi: quelle che vi rigano le guance sono “lacrime di salute” provocate da un enzima, detto alliinasi, che degrada i composti solforati della cipolla contusa in disulfuri. Ebbene si, perché la cipolla (Allium cepa), bulbo di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Liliaceae e originaria dell’Asia occidentale, è un vero e proprio concentrato di sostanze benefiche per l’alimentazione e la salute. Apprezzata fin dall’antichità, la cipolla, così come l’aglio, è stata indagata a lungo anche dalla comunità scientifica per le proprietà medicamentose.

Attualmente in commercio esistono numerose varietà di cipolle che si differenziano tra di loro sia per l’utilizzo finale (consumo fresco, stoccaggio, produzione industriale per sottaceti ecc.), sia per l’aspetto esteriore (bianche, dorate, rosse, sferiche) sia infine per la taglia (piccole, medie, grandi, ovali, tonde). Tra le più ricercate quelle di Tropea, rosse e dolci, adatte per ogni genere di consumo (crudo, sott’aceto o sott’olio ecc). Ma al di là della forma o del colore, sono davvero molte le sostanze che contribuiscono a rendere la cipolla un ortaggio particolarmente interessante. “Seppur in misura minore rispetto all’aglio, le cui proprietà antiaterosclerotiche sono ormai suffragate da numerosissimi studi scientifici”, spiega Agata Ferlito, medico anestesista e fitoterapeuta all’Ambulatorio di medicine non convenzionali della Asl 3 – presidio di Pistoia, “anche la cipolla possiede caratteristiche non trascurabili.

L’ortaggio fresco contiene ad esempio calcio, ferro, fosforo, zinco, sodio e potassio nonché vitamine e composti antiossidanti”.  Un etto di cipolla fornisce appena 26 calorie ma può garantire, fra i tanti componenti nutritivi, alcuni flavonoidi come la quercitina, i fruttosani, come l’inulina e le pectine; e gli oli volatili, come il solfuro di allile.

Ma quali sono gli effetti benefici della cipolla sulla salute?
“Quando si parla di salute”, sottolinea Ferlito, “bisognerebbe sempre distinguere tra l’ortaggio fresco che magari utilizziamo nel soffritto oppure a crudo nell’insalata e un eventuale composto fitoterapico (estratto secco titolato, tintura madre, estratto fluido…) legato a prescrizione medica. In ogni caso, anche la cipolla contribuisce a ridurre i grassi e gli zuccheri nel sangue, abbassa la pressione e svolge un’azione fluidificante e antimicrobica.

La cipolla è inoltre un decongestionante pelvico e si usa anche nelle forme di prostatismo; un ottimo diuretico e – da cotta – si propone come blando lassativo grazie alla presenza di fibre. Come l’aglio anche la cipolla, è controindicata per chi soffre di gastrite ulcerosa e per chi fa uso di antiaggreganti piastrinici. La sua azione fluidificante va infatti ad interagire con quella di tali farmaci, potenziandone l’azione e contribuendo ad accrescere un eventuale rischio emorragico. Non è consigliabile neanche l’associazione di composti a base di aglio o cipolla, a dosaggi terapeutici, con la Vitamina E, con l’olio di pesce e con alcuni farmaci antinfiammatori (fans), in quest’ultimo caso infatti è possibile un aumento della gastrolesività.

Un’ulteriore raccomandazione riguarda infine la necessità per chi fa uso di composti fitoterapici di avvisare, nel preoperatorio, il medico anestesista. In caso di intervento chirurgico i composti fluidificanti vanno infatti sospesi per evitare maggiore sanguinamento nel postoperatorio”.

La cipolla è usata in cucina come base per soffritti, battuti, zuppe e minestroni ma è ottima anche cotta al forno, in agrodolce oppure spolverata “a rondelle” nelle insalate. Un antico rimedio contro la lacrimazione consiglia di tenerla immersa in acqua fredda almeno per un ora prima di affettarla. E’ preferibile non conservare la cipolla in frigorifero perché soffre l’umidità; meglio un luogo ben ventilato e soprattutto asciutto

[da La REPUBBLICA – inserto SALUTE del 15 febbraio 2007]