RICERCA – di Isabella Egidi

Da tempo si discute dei potenziali effetti benefici per la salute derivanti dal consumo di aglio e cipolla e piante simili. Tuttavia gli unici dati a disposizione sull’argomento derivano da studi cinesi, a volte poco applicabili alle popolazioni occidentali. L’ultimo in ordine di tempo, condotto a Shanghai (Cina) e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, riguarda gli effetti positivi di aglio, cipolla, scologno e porri, sulla diminuzione del rischio di tumore alla prostata.

Lo studio ha preso in esame i dati, raccolti per mezzo di questionari, relativi all’assunzione di 122 prodotti alimentari in 238 pazienti con diagnosi confermata di cancro alla prostata e in 471 soggetti sani. L’analisi dei risultati ha messo in evidenza che gli uomini la cui dieta comprende un apporto giornaliero di aglio, o piante affini (aglio selvatico, cipolle, scalogno) superiore a 10 g, presentano un rischio inferiore di sviluppare un cancro alla prostata rispetto ai soggetti in cui tale apporto è inferiore a 2,2 g.

Gli autori hanno sottolineato che la diminuzione dei rischio di tumore prostatico associata all’assunzione di questi alimenti, è risultata indipendente dal peso corporeo, dal regime alimentare e dall’apporto calorico giornaliero totale, e si è rivelata più pronunciata nei pazienti con cancro localizzato, rispetto a quelli con carcinoma prostatico in stadio avanzato.

Di recente, tuttavia, anche uno studio italiano condotto dall’Istituto Mario Negri di Milano e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, sembra confermare che l’introduzione di aglio e cipolla nella dieta quotidiana proteggerebbe dallo sviluppo di alcuni tumori. “L’indagine”, spiega Carlotta Galeone, ricercatrice di biostatistica del dipartimento di epidemiologia dell’Istituto Mario Negri di Milano e coautrice dello studio, “ha preso in esame i dati relativi a 8 ricerche, nelle quali venivano confrontati abitudini alimentari, stili di vita e livello di attività fisica di soggetti sani e di pazienti affetti da particolari forme tumorali.

In particolare, è emerso che uomini e donne che consumavano 7 o più porzioni di cipolla (una al giorno di circa 80 g) e numerose porzioni di aglio la settimana riducevano il rischio di sviluppare tumore al colon-retto, rispettivamente, del 56 e del 26 per cento, rispetto a coloro che non facevano uso di tali ortaggi”. Elevati consumi settimanali di cipolla e aglio sono stati associato anche alla riduzione del rischio di tumori al cavo orale (-84 e -39 per cento), al seno (-15 e -10 per cento), alle ovaie (-73 e -22 per cento) e alla prostata (-71 e -19 per cento). “Interessante notare”, continua la studiosa, “che anche un consumo intermedio di cipolla (circa 3 a settimana) comporta una riduzione di rischio di tumori, al colon del 36 per cento; del 56 alla laringe e del 45 alle ovaie.

Anche per bassi consumi di cipolla (una a settimana) è stata evidenziata una riduzione del 14 per cento di tumore al colon retto rispetto ai non mangiatori”. Al momento le evidenze scientifiche non hanno ancora dimostrato a chiare lettere che gli effetti protettivi derivino direttamente dal consumo di aglio e cipolla, tuttavia alcuni studi effettuati sugli animali avrebbero evidenziato la capacità di inibizione della crescita tumorale, da parte dei composti sulfurei per quanto riguarda l’aglio, dei flavonoidi antiossidanti per la cipolla.

[da La REPUBBLICA – inserto SALUTE del 15 febbraio 2007]