Esimio Professore Umberto Veronesi – sono 22 anni che non assumo farmaci godendo ottima salute. Qui di seguito riporto una mia lettera pubblicata dal quotidiano “La Repubblica” nell’inserto *Salute* del 01.02.2001. La saluto con stima. Giovanni

TROPPI FARMACI, MEGLIO LA NATURA *SALUTE* ha dato notizia della spesa farmaceutica che per l’anno 2000 è stata di circa ventimila miliardi. Sono stato da sempre farmaco-dipendente per varie patologie. Dal dicembre 1985 (49 anni di età), però, dopo un coma da ictus con emorragia cerebrale, 50 giorni di ospedale ed il rientro a casa in condizioni debilitate, ho smesso di usare farmaci. Curandomi con l’aglio ho riacquistato le forze e ho avuto una ripresa eccellente. Sono sempre più convinto che l’uso indiscriminato di medicinali, che di solito curano il sintomo e non la causa, a distanza di tempo procura altre patologie che richiedono altri farmaci dando vita, così, ad una catena difficile da spezzare. Ritengo che, laddove possibile, bisognerebbe dare più spazio alla medicina naturale che esiste da migliaia di anni, non è invasiva, non ha controindicazioni e per di più è a costo zero per la comunità. Ma forse è proprio questo il suo limite. Giovanni Canta, Napoli

giovanni
2008-02-15


Re: AGLIO
Caro Giovanni, sono molto contento per lei, se è riuscito a spezzare la catena (anche psicologica) della farmaco-dipendenza. Anch’io sono contro l’uso indiscriminato di farmaci, così come sono contrario, in senso lato, a ogni forma di “accanimento terapeutico”, anche farmacologico. Tuttavia non ritengo giusto generalizzare e soprattutto escludo che le medicine siano solo frutto di un mercato che si autoalimenta. È questione di pesi e misure. In molti casi i farmaci salvano la vita e permettono una qualità di vita migliore. Storicamente senza i farmaci non avremmo avuto la riduzione di mortalità, l’allungamento e la migliore qualità di vita dell’ultimo secolo nei Paesi occidentali.

Veronesi
2008-02-15

[da   CORRIERE.it/FORUM   del 15/02/2008]