Firenze – Si chiama ‘aglio’, si trova ovunque e non costa quasi nulla la vera superpillola messaci a disposizione dalla natura. L’annuncio di ieri circa l’invenzione di una pasticca magica industriale (un concentrato a uso preventivo di farmaci come aspirina, statine, ecc) provoca oggi la reazione dell’Anmfit, l’Associazione dei medici fitoterapeuti, per bocca del presidente Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di Medicina Naturale di Empoli.

Firenzuoli ricorda una verità, fin troppo elementare e certificata: “L’aglio”, spiega, “contiene già sostanze con attività antiaggregante piastrinica, sostanze capaci di abbassare il colesterolo, la glicemia, la pressione arteriosda, ecc. con efficacia già dimostrata, utili nel soggetto sul quale si deve fare prevenzione. Una pianta come l’echinacea contiene invece sostanze ad attività immunostimolante e antiinfiammatoria, mentre il tè verde attiva anche risposte preventive antiossidanti e in tema di degenerazione cancerosa.

Attenzione quindi ai facili entusiasmi, suggerisce Firenzuoli. Queste nuove superpillole potrebbero provocare anche effetti collaterali oltre che costi di ricerca e di produzione elevati. Perché, allora, non utilizzare al meglio le superpillole vegetali, già presenti in natura come tali. Si tratterebbe solo di dar loro dignità di farmaco invece che continuare a considerarle solo delle erbette.

L’Aglio è la superpillola naturale adatta nella prevenzione della sindrome metabolica, già presente in natura, e solo con alcuni accorgimenti utilizzabile alla perfezione, anche senza i fastidi dello sgradevole odore.

Il tè verde contiene polifenoli, flavonoidi e vitamine dotate di attività protettrice sull’endotelio delle arterie, capaci di ridurre il colesterolo LDL, cioè quello cattivo, e il rischio di ictus nonché di complicanze cardiovascolari nei soggetti fumatori, e capaci di ridurre il rischio di insorgenza di certi tumori. E l’Echinacea già consente di evitare malati di influenza la prescrizione di antibiotici, mucolitici e antiinfiammatori, ovvero di ben tre farmaci.

La Liquirizia, aggiunge Firenzuoli, contiene sostanze capaci di aumentare l’efficaci dei cortisonici e al tempo stesso protegge la mucosa dello stomaco dai danni dei farmaci. Ecco il rimedio ideale per molti pazienti reumatici che sono già in terapia con cortisonici e presentano danni allo stomaco da FANS: utilizzata dal punto di vista medico, ripara i danni allo stomaco e permette la riduzione del cortisone.

Anche il riso rosso fermentato contiene già una piccola dose di statine naturali, di policosanoli e di acidi grassi essenziali. Trino ed uno al tempo stesso.

“Gli esempi”, insiste il professore, “sono molteplici, e su queste piante esiste già molta letteratura scientifica. Il problema sta forse nella mancanza di volontà delle aziende farmaceutiche a investire nella produzione: poiché costano poco, diventano anche poco redditizie. C’è anche una seconda questione, non meno importante: molti ricercatori ritengono che rivolgersi alla medicina naturale significhi perdere di dignità, abbassarsi di livello. La verità è esattamente all’opposto: far ricerca sulle piante comporterebbe un notevole guadagno in salute, in benessere, in sensibile risparmio economico, ma anche in risparmio di effetti collaterali. Se utilizzata correttamente, la fitoterapia è efficace e sicura al tempo stesso. I dati lo dimostrano in modo inoppugnabile.

[da Farmacia.it – mercoledì 1 aprile 2009]