Massimo – Venerdì, 30 Marzo 2012
Di Bella si!

Caro professore, cosa ne pensa della cura Di Bella,in quanto al suo spirito? Parlo del fatto, al di la’ che la cura sia veramente efficace, che la suddetta abbia come principio il rafforzamento delle difese immunitarie atte a contrastare il tumore e la sua difussione,(sappiamo, e lei puo’ confermarlo, che proprio l’abbassamento delle difese immunitarie generalmente,porta al proliferare di cellule neoplastiche).E’ possibile che un giorno si possa avere qualche farmaco-molecola (tipo somatostatina)che tenga sempre alte le difese immunitarie da affiancare alla parola prevenzione, diminuendo drasticmante chemio/radio-terapie e mutilazioni? E se si, dovremmo aspettare minimo 50 anni?

Veronesi – Venerdì, 30 Marzo 2012

Caro Massimo, le rispondo con una premessa importante: il cancro è una malattia che ha molte cause concomitanti. All’origine del processo tumorale esiste sempre una concomitanza di eventi interni ed esterni alla cellula. Un abbassamento delle difese immunitarie, che lei cita, può essere una delle concause che, per scatenare la malattia, deve comunque combinarsi con un danno al Dna cellulare.

Detto questo, il mistero dell’inattività del sistema immunitario rispetto al cancro è uno dei più oscuri e nello stesso tempo più affascinanti, perché molti sono convinti, (e io tra questi) che se si riuscisse ad attivare al 100% le nostre stesse difese contro il cancro i vantaggi terapeutici sarebbero enormi e soprattutto le cure molto meno tossiche. Ciò che sappiamo è che il nostro sistema immunitario è inerte o quasi di fronte alla diffusione tumorale semplicemente perché non riconosce la cellula malata come “estranea”. Per questo oggi un’importante branca della ricerca oncologica è impegnata nel trovare il modo di rendere “riconoscibili” le cellule tumorali affinché il sistema si attivi contro di loro. Per il momento non abbiamo ancora trovato, se non in qualche caso, strumenti per attivare la reazione del sistema immunitario. Risultati in questo senso sono stati ottenuti con i vaccini terapeutici, per esempio contro il melanoma. Quindi ci aspettiamo moltissimo dall’immunologia, sia in senso terapeutico che in senso preventivo. Stiamo infatti studiando vaccini (propriamente intesi) per eliminare i virus conosciuti come responsabili della formazione di tumori, come ad esempio quello della cervice uterina e del fegato.

Riguardo ai tempi, come sa non è possibile fornire una scadenza esatta; non le posso confermare il minimo ma, ahimè, neppure il massimo.