Genova – C’è chi non ne sopporta l’odore, chi il gusto, chi proprio non riesce a digerirlo: stiamo parlando dell’aglio, un ingrediente considerato tabù da moltissime persone. Nonostante la “cattiva” fama, però, l’aglio apporta numerosi benefici all’organismo, come dimostra un recente studio sviluppato dall’università di Washington .

La ricerca ha infatti dimostrato che l’aglio ha una capacità cento volte superiore a due dei più comuni antibiotici in circolazione di combattere le intossicazioni alimentari. Questa capacità deriva da una specifica componente, il diallil solfato, che riesce a intaccare il film protettivo che rende i batteri difficili da distruggere.

I test condotti dagli scienziati hanno mostrato come il diallil solfato – presente in grandi quantità nell’aglio crudo – non solo sia più potente di antibiotici come l’eritromicina e la ciprofloxacina, ma impieghi anche minor tempo ad agire.

Il dottor Michael Konkel, autore dello studio, si è detto entusiasta della scoperta: «La ricerca mostra come questa componente abbia il potenziale utile a ridurre i batteri presenti nell’ambiente e nel nostro cibo che causano malattie, tra cui il Campylobacter».

Quest’ultimo, presente solitamente nelle carni crude o poco cotte e negli utensili da cucina, è la più comune causa batterica di malattie di origine alimentare nel mondo: causa sintomi come diarrea, crampi, febbre e dolori addominali, che possono degenerare in quasi un terzo dei casi in una rara malattia paralizzante, la sindrome di Guillain-Barre.

L’utilizzo dell’aglio nel trattamento dei cibi e degli utensili potrebbe dunque ridurre notevolmente i casi di intossicazioni alimentari.

Fonte: Il secolo XIX – 02/05/2012