Frena lo sviluppo del cancro, è un espettorante, antibatterico, antisettico e antivirale e non è difficile da digerire come si crede comunemente.

Puzza, ma piace. E, soprattutto, ha un sacco di proprietà. Ben lo sapevano gli antichi: non a caso nel papiro di Ebers (1550 a.C.) l’aglio viene citato in quanto capace di proteggere la circolazione, combattere i parassiti, gli ascessi e i tumori. Da allora le lodi al bulbo non sono certo mancate e gli studi scientifici a esso dedicato si sono moltiplicati. A maggio, per esempio, i ricercatori dell’università di Copenaghen hanno studiato l’ajoene, un composto dell’aglio in grado di combattere la trombosi e l’aggregazione piastrinica, oltre che di svolgere un’attività antitumorale e antibatterica (in particolare nei confronti di un batterio molto virulento, Pseudomonas aeruginosa, pericoloso per le infezioni polmonari che provoca nei malati di fibrosi cistica).

In L’ alimentazione anti-cancro (Sperling & Kupfer 2006), Richard Béliveau e Denis Gingras scrivono: “L’aglio e i suoi cugini frenano lo sviluppo del cancro sia per la loro azione protettrice contro i danni causati dalle sostanze cancerogene sia per la loro capacità di impedire la crescita delle cellule cancerogene”. L’aglio non è solo espettorante, antibatterico, antisettico e antivirale (funziona cioè come un antibiotico naturale): tiene anche a bada il colesterolo e la pressione alta. Non contento, arricchisce la flora intestinale, previene i tumori e le formazioni di coaguli nel sangue, combatte le micosi. L’ideale sarebbe mangiarlo crudo, perché cuocendo perde gran parte di questi benefici: possiamo strofinarlo sul pane tostato per fare la classica bruschetta, mangiarlo nelle salse crude (pesto, salsa verde) o tritarlo finemente e unirlo a fine cottura a cereali, verdure, carne o pesce, e ancora aggiungerlo a una maionese di buona qualità per fare l’aiolì, classica salsa fredda francese.

Volete gustare l’aglio in un modo insolito? Provatelo sotto forma di cremina, facilmente ottenibile cuocendo una testa in forno finché non è morbida. Quando è tiepida basta schiacciare gli spicchi, raccogliere la polpa in una ciotola e condirla adeguatamente. Chiudiamo con una buona notizia: l’aglio non è di difficile digestione come si crede comunemente. In condizioni normali viene digerito bene, ma spesso si scambia l’alito pesante (causato dagli oli volatili contenuti nel bulbo) per un problema digestivo.

Di: Giuliana Lomazzi
Fonte: Famigliacristiana.it