La “leaky gut syndrome” (letteralmente “sindrome da sgocciolamento intestinale”), è un disordine funzionale in cui la problematica di base risiede nella mucosa intestinale che è più porosa nel normale. Gli spazi tra le cellule sono diventati talmente ampi da permettere l’entrata di materiale tossico nella circolazione sanguigna mentre, in un intestino sano, tale materiale sarebbe relegato nell’intestino.

In questa condizione anomala la membrana intestinale ha perso la sua impermeabilità e permette al grasso ed ai materiali di rifiuto, che non dovrebbero essere assorbiti (batteri, funghi, parassiti con le loro tossine, proteine non digerite), di entrare comunque nella circolazione sanguigna. Ciò può accadere in quanto l’intestino è danneggiato, permeabile, poroso, ed incapace di trattenere i prodotti tossici che, letteralmente “sgocciolano fuori” ed entrano nel sangue.

Quanto detto può essere verificata in laboratorio dove, mediante uno speciale test delle urine (che va a valutare la indacanuria), si può verificare la condizione di impermeabilità intestinale.

Perché la “Leaky Gut Syndrome” è importante?

Questa sindrome spesso trascurata, va molto considerata perché viene spesso correlata con l’origine delle malattie autoimmuni, pertanto, in vari casi, esse potranno migliorare se non guarire solo con il trattamento parallelo del rivestimento del tratto gastrointestinale.

E’ importante sottolineare che le mucose contengono un tessuto, detto MALT, tessuto linfoide associato alle mucose, che rappresenta un unico sistema (questo spiega come un’infezione alle vie urinarie possa avere un riscontro a livello polmonare); la porzione di MALT dell’intestino è il GALT, particolarmente importante per le sue connessioni con il sistema neurovegetativo, chiamato anche cervello enterico.

Ecco perché qualunque disfunzione di questo tratto può slatentizzare diverse problematiche autoimmuni. Una malattia autoimmune viene così definita perché il sistema immunitario crea degli anticorpi che vanno a colpire gli stessi tessuti del corpo cui appartiene. Tra le malattie che rientrano in questa categoria troviamo il lupus, l’alopecia, l’artrite reumatoide, la polimialgia reumatica, la SM (sclerosi a placche), la fibromialgia, la sindrome di affaticamento cronico, la sindrome di Sjogren, la vitiligine, la tiroidite, la vascolite, la malattia del Crohn, la colite ulcerosa, l’orticaria, il diabete e la malattia di Raynaud.

La naturopatia e la moderna medicina funzionale naturale in particolare negli USA (Bastyr College of Naturopathic Medicine di Seattle), riconosce ogni giorno di più l’importanza del tratto gastrointestinale nello sviluppo delle malattie allergiche o autoimmuni. La conoscenza del fenomeno, a causa del quale l’intestino ha perso la sua originaria impermeabilità, è di grande aiuto non solo per comprendere come si sviluppano le allergie e le malattie autoimmuni, ma anche nella formulazione di terapie sicuri ed efficaci, capaci di ritornare al corpo l’equilibrio perduto.

Leaky Gut Syndrome e sistema immunitario

A causa dello spazio ingrandito fra le cellule della parete intestinale, possono essere assorbite delle molecole di proteine più grandi del normale, dette “peptoni”, cioè dei raggruppamenti di aminoacidi prima vengano definitivamente scissi nei loro componenti. Queste proteine attivano i sistema immunitario che inizia a preparare gli anticorpi per combatterle perché le riconosce come qualcosa di estraneo che si prepara ad invadere l’organismo.

Il sistema immunitario inizia perciò a dar loro battaglia pensando, giustamente, che debbano essere distrutte ed eliminate. Gli anticorpi così creati sono diretti contro queste proteine che derivano da alimenti normalmente non offensivi.

Se, ad esempio, vengono assorbite delle proteine di vitello non completamente digerite ed esse, tramite la circolazione sanguigna, vanno a finire in un’articolazione, il sistema immunitario creerà in tale articolazione degli anticorpi per eliminarle. Siccome il sistema immunitario ricorda le caratteristiche dei nemici incontrati, se la persona dovesse mangiare della carne di vitello la reazione immunitaria sarebbe notevole, e darebbe luogo ad una serie di fenomeni, con la possibilità che si sviluppino anche delle malattie autoimmuni.

Alcuni tessuti umani hanno degli antigeni molto simili a quelli che si trovano su alimenti, batteri, parassiti, Candida o funghi. Gli anticorpi generati dalla “leaking gut syndrome” contro questi antigeni, possono entrare nei vari tessuti organici, innescando una reazione infiammatoria quando viene assunto l’alimento corrispondente o incontrato quel dato microbo. In questa condizione vengono create degli auto-anticorpi che vanno a determinare la cronicità dell’infiammazione.

Se questa infiammazione si localizza in un’articolazione si svilupperà l’artrite reumatoide (artrite autoimmune). Se si presenta nel cervello, può subentrare l’encefalomielite mialgica o sindrome di affaticamento cronico. Se colpisce i vasi sanguigni, ne consegue la vascolite (infiammazione dei vasi sanguigni). Se la battaglia condotta dagli anticorpi avviene sul rivestimento intestinale, il risultato potrà essere la colite o malattia del Crohn. Quando, invece, si presenta nei polmoni, può subentrerà un attacco di asma. Va notato che questo attacco avviene dopo qualche tempo dall’ingestione dell’alimento che, in precedenza, ha innescato per la prima volta la produzione degli anticorpi.

Da quanto esposto risulta facile comprendere come, in pratica, tutto i tessuti organici possono essere sede di allergie alimentari dovute alle cattive condizioni dell’intestino. I sintomi, ed in particolare quelli relativi alla sindrome di affaticamento cronico, possono essere multipli ed altamente debilitanti.

Il ruolo del fegato quale importante detossificatore

Questa problematica può, oltre a creare delle allergie alimentare, consentire a batteri, funghi e parassiti, di invadere la circolazione sanguigna, cosa impossibile quando l’intestino è in buone condizioni di salute. Se la quantità di questi microbi, e le loro tossine, supera un certo livello le stesse capacità disintossicanti del fegato vengono sopraffatte (ci riferiamo alla Fase I e 2 epatica del citocromo P450). Ciò provoca una sintomatologia piuttosto varia che comprende: confusione mentale, perdita di memoria, cervello annebbiato, gonfiore del volto quando il soggetto viene esposto ad un profumo o al fumo di sigaretta. Va sottolineato che, in tali situazioni, egli non aveva alcuna reazione prima che si sviluppasse in lui la “leaky gut syndrome”.

La carenza di sali minerali

Questa disfunzione genera anche un lungo elenco di carenze relative ai minerali, perché le varie proteine, presenti nel tratto gastrointestinale per trasportare (mediante il sangue), i vari minerali prelevati nell’intestino in tutto l’organismo, sono danneggiate dalla condizione di infiammazione. Per esempio, la mancanza del magnesio (basso livello di magnesio nei globuli rossi), è una condizione abbastanza comune in patologie come la fibromialgia, anche se il soggetto ne assume più del necessario, seguendo una dieta opportuna e assumendo eventuali supplementi alimentari. In merito al magnesio vogliamo ricordare l’importanza che rivestono i chelati (orotati, glicerofosfati, ecc.), rispetto ad altre forme poco biodisponibili in commercio.

Se, ad esempio, la proteina portante del magnesio è danneggiata, subentrerà una carenza di questo minerale dovuta al suo cattivo assorbimento. Ciò, a sua volta, potrà causare dolori e spasmi muscolari. Similmente, la mancanza di zinco, dovuta al cattivo assorbimento, può provocare la perdita di capelli o le calvizie come accade nei casi di alopecia.

Nello stesso modo si può creare una carenza di rame che può causare alti livelli di colesterolo nel sangue oppure generare un’osteoartrite. Quando è presente una cattivo assorbimento del calcio, del boro, del silicone e del manganese, si possono più facilmente vari problemi alla struttura delle ossa.

Il cattivo assorbimento dei micronutrienti

La “leaky gut syndrome” può anche causare un cattivo assorbimento di molti importanti micro-nutrienti. Il processo infiammatorio in atto causa infatti un rigonfiamento (edema) tissutale che, associato alla presenza di molti prodotti chimici nocivi, può rendere difficoltoso l’assorbimento delle vitamine e degli amminoacidi essenziali.

Un intestino incapace di trattenere ciò che può essere dannoso non è neppure in grado di assorbire correttamente le sostanze nutrienti. Tutto ciò crea i presupposti per rigonfiamenti, gas e spasmi associati ad un lungo elenco di carenze minerali e vitaminiche. Questa condizione può portare ad una sintomatologia assai varia, che comprende l’affaticamento, il mal di testa, la perdita di memoria, irritabilità e/o mancanza di concentrazione.

Gli antibiotici a largo spettro, specialmente quando assunti per lunghi periodi di tempo, eliminano dall’intestino i batteri amici che assicurano la protezione contro i funghi e le infezioni da parassiti, aiutano il corpo a digerire gli alimenti complessi e sintetizzano le vitamine come la B12 e la Biotina. A causa dell’eliminazione di questa flora batterica amica il corpo non riesce più difendersi contro i parassiti o i funghi la cui crescita è normalmente tenuta sotto controllo. Ciò causa l’insorgere di reazione infiammatoria che conduce ad un’ulteriore perdita di impermeabilità della mucosa intestinale.

Questa condizione causa l’insorgere di allergie alimentari che, a loro volta, conducono allo sviluppo di patologia come l’artrite, l’eczema, l’emicrania, l’asma o altre forme di disfunzioni immunitarie.

Altri sintomi comuni di questo squilibrio intestinale sono il gonfiore dopo i pasti (periprandiale e post-prandiale), e la stitichezza alternata con diarrea. Questo tipo di sintomatologia viene solitamente identificato come IBS (“irritable bowel syndrome”, ovvero “sindrome da intestino irritabile”) o malattia spastica viscerale, ed è trattata in modo sintomatico dai medici generici e dai gastroenterologi con farmaci antispasmodici e tranquillizzanti.

Cause della perdita di impermeabilità intestinale

Tra le sostanze che deteriorano la membrana intestinale troviamo in prima posizione l’alcool la caffeina ed i medicinali anti-infiammatori non steroidei (ASA, Ibuprofen, Indomethacin). Rivestono molta importanza anche altri fattori quali una carente produzione di acido cloridrico da parte del nostro stomaco, chiamata ipocloridria, l’uso di spezie, una produzione carente di enzimi digestivi da parte del nostro pancreas, la presenza di candida albicans e/o parassiti intestinali, spesso non diagnosticate dal medico e dalla medicina convenzionale il quale non li riscontra perché gli esami delle feci non vengono fatti subito dopo l’evacuazione, uso di ormoni (pillola anticoncezionale, ecc.), uso di antiacidi quali omeoprazolo, cibi contenenti carboidrati raffinati (merendine, torte, biscotti, torta, bibite analcoliche, pane bianco, ecc.), antibiotici, perché conducono alla crescita eccessiva della flora intestinale anomala (batteri, parassiti, Candida e funghi), uso di corticosteroidi (per esempio Prednisone).

Ricordiamo come i trattamenti con i corticosteroidi, gli antibiotici ed i farmaci immuno-soppressori possono essere alle volte importanti quali temporanei salva-vita nei casi di dolore insopportabile, emorragie o infiammazioni acute come accade nel lupus o nella colite. Comunque, anche se usato per lungo tempo, nessuno di questi trattamenti può essere ritenuto valido per guarire la IBS o sindrome dei visceri irritabili. Per guarire questa malattia, e la conseguente perdita di impermeabilità intestinale, è necessario rivedere completamente la nostra alimentazione e sostituirla con una che sia ipoallergenica.

Dovrebbero essere eliminati per un lungo periodo di tempo (parecchi anni nei casi più severi): lo zucchero, i prodotti con la farina bianca, tutti i cereali contenenti glutine (gliadina) (in particolar modo frumento, orzo, avena e segale), il latte e i latticini (contenenti caseine), gli alimenti ad alta percentuale di grassi, i prodotti contenenti caffeina, l’alcool e gli alimenti che i test Elisa, Food Intolerance Test, e/o Kinesiologici hanno stabilito come portatori di intolleranza per quel dato soggetto.

Il trattamento naturopatico includerà lo stomaco (verifica di eventuale ipocloridria) attraverso l’assunzione di integratori che supportano la produzione di acido cloridrico, l’uso di prebiotici e probiotici per migliorare la flora simbionte positiva nell’intestino, la riparazione della mucosa intestinale attraverso alcune sostanze quali L-glutammina, zinco, betacarotene, uso di antibiotici naturali qualora sia presente candida (echinacea, argento colloidale, aglio); antiparassitari (chiodi di garofano, assenzio, noce nera) ed erbe per combattere la proliferazione dei funghi intestinali (taheebo, acido caprilico, estratto del seme del pompelmo), il tutto scelto in funzione alla priorità da trattare (stomaco, enzimi pancreatici, alimentazione, presenza di parassiti, ecc.) riscontrata attraverso test opportuni di tipo urinario, kinesiologico, e altro. Completerà il tutto l’esame iridologico, che andrà a valutare lo stato della collaretta iridea (forma, cromatismi, e altro), la quale rappresenta la nostra zona intestinale.

 

Dr. Tnpee Umberto Villanti

Terapista Complementare Naturopata autorizz DSS Dipartimento Sanità Ticino CH