Data: 17 gennaio, 2010 – 02:48
Modo d’uso:
Sono state indicate più volte, ma secondo molti pensano che sia così irrilevante quest’operazione da passare da un estremo all’altro, perciò alcuni ne mettono 2 schiacciati (ho sentito anche di 4), ed altri che addirittura posano lo spicchio NON schiacciato, i primi potrebbero avere problemi di nausea (io per sfizio ho fatto la prova con 4 schiacciati senza noie), i secondi lamentare un insuccesso. Ma un insuccesso potrebbe arrivare anche con 4 schiacciati, è sufficiente che sia estate e si dorma con le finestre e porta aperte per far sì che l’elevato ricambio d’aria riduca in modo significativo la quantità d’allicina che si respira, oppure se è inverno se si tiene aperta la porta della stanza, anche in quel caso si disperde negli altri ambienti un po’ d’allicina.
D’estate c’è l’indubbio vantaggio che almeno le zanzare stanno più lontane, d’inverno purtroppo anche i componenti della famiglia che non gradiscono l’odore d’aglio lo sentiranno.

Effetti dell’allicina “aerosolica”
Uno degli effetti cui si punta con quest’impiego sono le affezioni delle vie respiratorie, ovviamente l’allicina che giunge nei polmoni in parte va anche in circolo beneficiandone in misura minima anche sotto altri profili. E’ un aerosol diluito nelle ore del sonno e conterà in funzione delle ore per notte in cui tenete a fianco l’aglio schiacciato e delle altre condizioni illustrate sopra. Perciò si considera la sua efficacia con porta e finestra chiusa e circa 6 o 7 ore per notte.
In caso di raffreddore uno degli effetti più rilevanti è l’azione fluidificante sui muchi, io quest’anno (2009) con i primi freddi me lo sono preso e di notte tenevo uno spicchio d’aglio anche in bocca, la mattina in bagno in pochi minuti ero in grado di liberare le vie aeree superiori, lo potevo fare fino a che non sentivo l’aria scorrere bene, mentre gli altri anni senza l’uso d’aglio era impossibile.
Chi invece ha patologie polmonari con produzione di muchi, secondo le proprie condizioni personali, da pochi giorni a 2 mesi, dovrebbe vedere i muchi sempre fluidi e trasparenti, ma in chi ha i polmoni già occupati in gran parte da muchi com’è di frequente in FC occorre partire per gradi, per impedire che si smuovano troppi muchi nello stesso tempo, perché tutti per la stessa via non possono passare, lasciando anche un certo senso di panico a causa dell’ingolfamento che, di fatto, ridurrebbe significativamente le capacità respiratorie, quindi, se normalmente cacciate 10 cc di muchi, e con l’aglio n’escono 12, non significa che l’aglio peggiora la situazione, ma che sta facendo smuovere anche quelli che normalmente non uscivano, inoltre essendo meno densi occupano più spazio.
In FC la presenza di muchi nella maggioranza dei casi è accompagnata da colonizzazioni di vari batteri, che a loro volta in presenza dell’allicina, tendono a migrare parzialmente, questa migrazione dovrebbe essere misurata e lo è solo se non si esagera con la quantità d’allicina, cioè senza mettere più di mezzo spicchio d’aglio per sera. La migrazione dei batteri o anche dei virus, è intercettata dal sistema immunitario che trovando delle entità nemiche dove non se lo aspetta, inizia a produrre degli anticorpi e un’analisi del sangue confermerà il loro aumento, ma uno degli effetti prodotti dalla migrazione potrebbe essere la comparsa di febbre, il che non significa che l’aglio fa ammalare, ma che il sistema immunitario sta facendo un gran lavoro per vincere la sua battaglia e che non va interrotto. Da questo si deduce che sicuramente vi è un impiego sostenibile dell’aglio al fine d’evitare nel soggetto la comparsa di febbre e l’impressione che ci sia qualcosa che non funziona, perciò nel caso in cui compaia febbre in conseguenza all’uso d’aglio, occorre diradarne l’uso, ad esempio a giorni alterni.

Problemi con l’ortaggio:
L’aglio non marcisce, ma talvolta può avere macchie per la presenza di funghi, che solitamente rimane isolato in un singolo spicchio grazie al suo rivestimento.
L’aglio di provenienza cinese che è soggetto a selezioni per colture intensive, invece può marcire.
Il nostro aglio non marcisce, l’ho potuto riscontrare in pratica perché al posto del piattino sul comodino metto una piccola vaschetta con il coperchio sigillante, la sera dopo lascio quello della sera prima e vi aggiungo l’altro pezzettino, quando non c’è più spazio sul fondo e pareti per spiaccicare dell’aglio, lo pulisco, e può essere che passo anche due sere scordandomi di mettercene di fresco, perciò prima che pulisca il contenitore, possono passare anche 20 o 30 giorni, e in tale tempo qualunque frutto della terra MARCISCE, ma l’aglio NO, si prosciuga lentamente fino a diventare rigido e secco ingiallendo un po’.
Qualora ne vediate uno con una macchia marrone, cioè con funghi, basta eliminarla come si fa con una mela, e dopo di ché si può tagliare a metà, togliere il germoglio, metterlo in un piattino, schiacciarlo e posare il tutto sul comodino, il tutto va preparato un istante prima di coricarsi. L’altro mezzo avvolgetelo nella carta domopack trasparente e mettetelo in frigo tra i 2 e gli 8 gradi, in quel modo la parete che è appena stata tagliata rallenta la catena di trasformazione in allicina partendo dai componenti principali Ajioene e Alliina, e si può usare la sera successiva.
Ovviamente più tempo passa dal raccolto e nonostante abbia un ottimo rivestimento protettivo, tende a perdere le sue sostanze, perciò più si è prossimi al raccolto successivo e più l’aglio perde poteri, in parallelo il germoglio è sempre più grande.
Com’è comprensibile da quanto ho scritto, la quantità d’allicina dipende da quanto è grande la metà di uno spicchio, dalla qualità e da quanto tempo è stato raccolto, perciò se prendete due o tre mazzette d’aglio, quello che non usate tenetelo in un sacchetto sigillato in frigo e tenere fuori una testa d’aglio alla volta.

Metterlo in bocca (non pensate male …)
Uno degli usi più interessanti è la possibilità di proteggere le vie aeree superiori dai batteri, infezioni e anche mucolitica.
Lo scorso anno a marzo presi altro freddo e usai per la prima volta l’aglio mettendolo in bocca, in due giorni sistemai gli effetti negativi, ma successe dell’altro, avevo ad un molare un ascesso da un mese, io ho paura del dentista e sapevo che quel dente me l’avrebbe levato, perciò manco mi sono fatto vedere, sono conscio che è un comportamento da criminale, e che sarebbe potuto diventare qualcosa di più grave, e sono costretto a dire fate come vi dico e non come faccio, ma stavo dicendo un aspetto inaspettato e su cui non vi avrei contato, è stata la completa guarigione dell’ascesso, il primo giorno dopo l’uso si è prosciugato, il secondo giorno non se ne vedeva più la traccia. Adesso chi mi assicura che come antinfiammatorio non serve gli faccio una pernacchia.
Ma c’è di più e qualcuno di voi inorridirà, a volte mentre maneggi uno spicchio può capitare che sfugga dalle mani e cada a terra, beh fino all’altro ieri mi avrebbe schifato e l’avrei gettato, ora invece lo guardo se vi si è attaccato qualcosa, gli soffio sopra un po’ e lo metto in bocca senza pensarci, tanto già lui è antibatterico, che ci faccio con l’acqua di rubinetto o l’amuchina, anzi, al limite è l’aglio che disinfetta l’acqua e poi che combina l’amuchina se entra in contatto con l’aglio, qualcuno lo sa? In ogni caso questo è solo un esempio estremo, se vi schifa gettatelo nel pattume.
A volte capita che mentre siete in una stanza, improvvisamente si inizia a starnutire e/o ad aver bisogno di soffiarsi il naso con anche un po’ di tosse, può essere che non avete aperto le finestre da molto tempo e gli acari procurano qualche fastidio, allora la prima cosa da fare aprire un po’ la finestra, una piccola fessura adesso che siamo d’inverno, ma il ricambio d’aria vi gioverà, la seconda mettere in bocca uno spicchio d’aglio e senza che ve n’vi accorgiate sparisce tosse, starnuti e bisogno di soffiarsi il naso con frequenza. Particolare attenzione occorre prestare per chi ha il riscaldamento con il termoconvettore i cui filtri dovrebbero essere purificati con maggiore frequenza rispetto la media per evitare il ricircolo di una quantità sempre maggiore d’acari fonte di problemi.
Alcuni soggetti hanno problemi di nausea con l’aglio in bocca, ma siccome tutto dipende dalla quantità, prima di rinunciare, provate con uno spicchio più piccolo, inoltre occorre stare attenti a non inciderlo durante la spogliatura e/o morderlo per sbaglio quando l’avete in bocca.

Impiego esterno dell’aglio con la “coppetta”
Scopo e benefici:
La coppetta serve per raggiungere con efficacia degli organi che per via aerosolica non ricevono apporti significativi d’allicina. Il concetto della coppetta è quello di concentrare l’allicina (la puzza o aroma) di 4 spicchi schiacciati in una zona limitata del corpo, una quantità d’allicina fino a 8 volte di più concentrata in poco più di un palmo di mano, ma come si fa?
Prima di tutto chiariamo un concetto, quello che prima si metteva schiacciato in un piattino sulla comodino, non deve entrare in contatto con la pelle, ma l’allicina contenuta nella puzza d’aglio schiacciato, è in grado di attraversare i tessuti umani e giungere agli organi sottostanti, e solo grazie a questa peculiarità che è in grado di svolgere numerosi compiti, tra le quali la più interessante è quella mucolitica perché in un sol colpo potremmo pensare d’aiutare le vie biliari del fegato e nell’apparato riproduttivo, il pancreas e l’intestino, ma l’allicina che giunge a questi organi, ovviamente non si limita a soli compiti mucolitici, ma continuerà a svolgere la sua azione antibatterica, antivirale, antinfiammatoria, tendendo a normalizzare il funzionamento degli stessi.
La coppetta è anche una via alternativa per raggiungere i polmoni con l’allicina, basta mettere la coppetta sullo sterno e l’allicina andrà in profondità.
Un esempio tipico potrebbe essere il caso del Virus che ha preso Lucia allo stomaco, bastava applicare la coppetta sullo stomaco per debellarlo, andando in aiuto al sistema immunitario e non indebolendolo con antibiotici mentre sta lavorando per te contro il virus manifestandolo con l’insorgenza di qualche linea di febbre. Non è di pertinenza in questo forum, ma che sia un antivirale perfetto è accertato da impieghi della coppetta in casi di tumori alla prostata e ovaie, in pratica il 25% dei tumori è d’origine virale e sono attaccabili dall’allicina con successo, chi desidera documentazione a riguardo e in modo riservato può ottenere dimostrazioni PRATICHE della sua efficacia da Giovanni (se a qualcuno interessa la dimostrazione scientifica, son cavoli suoi, è un po’ come contare le parole della propria amata), ma torniamo a noi, c’importa che riesca ad essere antivirale, che svolga efficacemente anche questo compito dall’esterno, perché è possibile apportare localmente una quantità d’allicina più elevata di quanta n’arriverebbe se ad esempio ingerissimo uno spicchio (senza masticarlo e dopo aver tolto il germoglio), perché le sostanze assorbite dall’intestino si distribuirebbero in tutto l’organismo e chi soffre di gastriti o ulcera mal sopporta tale pratica, anche se vi sono dei metodi per superare questi ostacoli.
A noi importa che con la coppetta si sia in grado di dare una marcia in più ad organi in difficoltà a causa della CFTR.

Preparazione della coppetta:
Serve un contenitore con coperchio sigillante a forma di vaschetta rettangolare di 10 x 14 cm e alta circa 4 o 5 cm, i grandi supermercati hanno articoli del genere.
Una reticella flessibile in plastica con maglia quadra da 1 cm rintracciabile in negozi con articoli da giardinaggio.
Un paio di elastici che possano stringere se si avvolge la vaschetta sul lato più corto.
I materiali di consumo sono delle garze grandi il doppio del fondo della vaschetta e 4 spicchi d’aglio.

Operazioni da fare solo per la prima volta con la coppetta:
Ritagliare un pezzettino di rete larga quasi come è lunga la vaschetta ma nell’altro senso deve essere lunga come è larga la vaschetta più due volte la sua altezza, in modo tale che spingendola sul fondo della vaschetta i due bordi laterali siano appena sotto il filo superiore della vaschetta.

Preparazione serale della coppetta:
Prendere i 4 spicchi di aglio
Spogliarli della loro pellicina protettiva, tagliarli a metà e togliere il germoglio.
Mettere gli spicchi così preparati su metà garza e coprirli con l’altra metà.
Ora il compito è quello di schiacciare il più possibile il contenuto della garza, vi suggerisco due metodi. Poi trovate quello che vi è più adatto anche in funzione di ciò che possedete in casa, trovate un piano rigido di appoggio, mettete sopra alla garza una rivista e con un batticarne schiacciate a colpi, oppure trovate due piccoli taglieri, interponete la garza con gli spicchi da schiacciare, ponete il tutto per terra e vi andate sopra con i piedi, questo procedimento ha il vantaggio della rapidità e silenziosità.
Mettere la garza così com’è con dentro l’aglio schiacciato e porla sul fondo della vaschetta.
Prendere la reticella preparata prima e introdurla dentro la vaschetta.
Prendere i due elastici e avvolgere la vaschetta sul lato corto in modo che la reticella non esca e contemporaneamente tenga premuto sul fondo la garza.
Se avete fatto tutto bene e seguito le istruzioni, ora capovolgendo la vaschetta non dovrebbe cadere a terra nulla.
Ricordatevi che la mattina quando togliete la coppetta, che dopo aver tolto gli elastici potete richiuderla con il coperchio sigillante e metterla al fresco sulla finestra fino a che la temperatura esterna rimarrà sotto i 10°C e/o in frigo tra i 2 e 8°C, in questo modo il processo di conversione dell’allicina rallenta enormemente consentendone il reimpiego la sera dopo, ma ovviamente con una carica inferiore di allicina.

Applicazione della coppetta:
Una volta stabilito su quale organo posizionare la vaschetta, posizionatela capovolta, ora avete molti metodi per tenerla ferma e poter dormire, uno di questi consiste nell’indossare una maglietta un po’ stretta, oppure con due pezzi di nastro adesivo sanitario la stabilizzate definitivamente.
Se per ipotesi una volta che avete messo il tutto e avete tirato anche lenzuola e coperta, vi arrivasse un odore di aglio fastidioso in grado di darvi nausea, indossate due magliette, ma tra la prima e la seconda fissate con del nastro adesivo una sportina di plastica in modo che faccia da isolante, è anche possibile prendere della gomma piuma e fargli un’apertura centrale, metterla sulla pelle e poi mettervi la vaschetta sempre capovolta.

Modalità impiego coppetta:
Quando in una patologia come un tumore ad un ovaia è facile ed intuitivo che si applica lì tutte le sere fino a che non è sparita la massa tumorale, da casi reali quando è di 3 cm se ne va in 15 giorni, ma nel caso della FC farei delle applicazioni distribuite per aiutare tutti gli organi coinvolti dalla CFTR per fare avanzare il miglioramento in modo equilibrato, perciò, in aggiunta all’aglio sul comodino disporrei la coppetta a rotazione su, sterno, pancreas e intestino, in pratica un ciclo completo dura tre giorni. Se intendete usare il preparato per due sere a visto che le zone sono tre a rotazione ogni organo piglia la carica piena 3 o 4 volte in 20 giorni. E’ ovvio che sarà più potente l’azione se tutte le sere si prepara una carica fresca, ma poi sarà fondamentale che il paziente conoscendosi stabilisca se vi sono organi più deficitari e sui quali insistere di più. Lo scopo è rimettere equilibrio bilanciando l’applicazione, ma senza fretta e senza eccedere, cioè senza sovraccaricare di allicina il corpo, in quanto le azioni energiche non sono sempre ben tollerate, inoltre i sistemi naturali raggiungono gradualmente il loro risultato e secondo la condizione personale, della carica monoserale o biserale, delle ore di sonno, si potranno constatare dei benefici dopo 20 gg a anche oltre i due mesi. Come già indicato sopra, è probabile che qualche batterio sia stanato da dove si trova e si sposti, creando una reazione da parte del sistema immunitario perché lo vede in luoghi inaspettati e con la possibile conseguente febbriciattola, quindi, le prime applicazioni potrebbero essere quelle che smuovono di più ma vanno consolidate, senza rinunciarvi, anche introducendo un giorno di pausa dopo ogni ciclo di tre giorni.
Credo di non dover spiegare quali possono essere i vantaggi se intestino, pancreas e fegato cominciano a funzionare meglio, … quanto meglio dovete scoprirlo provandoci.

Per problemi con la coppetta:
Non so quando ma preparerò un video con le varie fasi preparatorie ma se qualcuno ha problemi a capire gli spedisco io la coppetta.

A parte quello che è riportato sul forum, vi riporto una testimonianza di una mamma che ha ringraziato Giovanni perché suo figlio ora non è più in lista d’attesa, ne è uscito, ed era la stessa cosa che volevo realizzare con una ragazza che ci ha lasciato lo scorso agosto, ma che la dipendenza dal centro in tutto quello che la riguardava le ha impedito di fare queste prove innocue, ma alcune sue frasi mi hanno impressionato e ve le riporto con la stessa sequenza con cui mi sono state rivolte durante alcune chat, “dove non riesce l’antibiotico ce la fa l’aglio?”, “mi sembri il coacher del mio centro” e ancora “sbaglio a non guardarmi intorno o capire il perché debbo fare certe cose”, avete notato che manca solo una quarta frase, che non sono riuscito a sentire ma la aspetto da voi che leggete.
Sarei molto contento se chi fa la coppetta riesce a farsi fare dei controlli generici per documentare meglio il suo stato, ma sarebbe opportuno tenere notato sul calendario dove si è messo la coppetta e il suo stato, cioè con carica fresca o no.

Due commenti sull’esperimento fatto in Inghilterra e riportato su questo forum in una discussione dal titolo “medicine non convenzionali”.
Intanto l’allicina è una molecola instabile che va prodotta e usata entro poche ore, ma essendo capsule, di sicuro avranno coinvolto qualche casa farmaceutica che ha preparato uno stock di capsule per il trial. Ovviamente più passa il tempo e meno efficace sarà l’allicina dentro le capsule. Poi l’assunzione di aglio non fa altro che potenziare il sistema immunitario, quindi se si valuta la casistica dei malanni che hanno colpito i due gruppi e non solo quanti raffreddori, scopriremmo che il gruppo placebo in un esperimento che dura un anno o più, ha ricorrenze più elevate, ma l’altro gruppo deve pigliare vero aglio. Inoltre nell’esperimento, svolto in modo scientifico si è rimasti con la bocca asciutta perché non hanno scoperto quale enzima favorisca le difese da infezioni, ma io mi chiedo se non è il caso invece di usare direttamente l’aglio, visto che ha questo effetto. Un modo contorto di ragionare, pensando sempre di dover trasformare in una molecola artificiale, un qualcosa che in natura esiste già, ovviamente la molecola se guarisce la faranno pagare un occhio della testa, perché l’aglio in se non permette loro di guadagnarci nemmeno un euro.

Fonte: fibrosi cistica forum
scritto da laki